L'ambiente naturale

La contrada “Stretto” prende il nome dalla morfologia collinare e dalla presenza di un intaglio nella pendice collinare simile ad una gola in cui passa l’attuale strada provinciale Partanna-Salaparuta; la contrada agricola adiacente alla zona archeologica, degradante verso Sud-Est, prende la denominazione di “Leccia”, e, stando alle informazioni storiche, anticamente le pendici collinari della zona erano ricoperte dal lentisco, il leccio.

La morfologia del territorio è molto varia ed irregolare, in prevalenza collinoso (quota media 380 m. s.l.m.); nella parte Nord Est è carsica, si presenta con un alternarsi continuo di colline, dossi e vallette; la pendenza diminuisce progressivamente fino a giungere alle ampie vallate in prossimità delle spianate sommitali dei rilievi e nelle doline e nella parte Sud Occidentale, dove l’andamento collinare cede il posto alla pianura verso Sud-Ovest, degradando verso il Comune di Castelvetrano.
Il paesaggio è definibile tipicamente agricolo, in cui prevalgono le coltivazioni di vigneto, uliveto, agrumi, restano tracce di notevoli coltivazioni di mandorlo e carrubo, ed in tale contesto il paesaggio spontaneo o naturale assume carattere marginale, per lo più anch’esso modificato dall’azione più o meno diretta dell’attività umana.

Dal punto di vista vegetazionale il fitoclima del territorio rispecchia quello della Biocora mediterranea sempreverde.
Il territorio è costituito da terreni agricoli in prevalenza in attività di coltivazione ed in minima parte incolti e/o abbandonati laddove le lavorazioni non sono meccanizzabili.
L'associazione tipica della zona, relativamente alle aree "naturalizzate", è la Macchia Mediterranea, non in senso stretto però in quanto le azioni antropiche, per le attività agricole esercitate nel corso degli anni, hanno notevolmente modificato l'assetto vegetazionale originario dell'ambiente.

La Gariga qui rappresenta il limite di degradazione della Macchia Mediterranea, rappresentata ormai in poche aree: il suolo è generalmente roccioso, detritico, sabbioso, spesso con roccia calcarenitica affiorante.
Nel territorio e nella gariga si trovano intercalate aree talvolta consistenti, con piante arboree ed arbustive tipiche della Macchia mediterranea: Olivastro, Leccio. Carrubo. Lentisco, Palma nana, Fillirea, Asfodelo ed una ricca flora erbacea, sia di specie perenni che annue.
Le specie vegetali presenti, sia agricole che spontanee possono essere definite xerofite in quanto capaci di vivere in condizioni difficili in termini di umidità dell'aria ed in terreni fisiologicamente secchi per eccesso di alcalinità.

Si è ormai ambientata in queste aree una vegetazione “tipica”, di natura per lo più erbacea e/o arbustiva in cui primeggiano l'Ampelodesma, la Palma nana, diverse specie di Liliacee, che conferiscono alla zona un notevole valore paesaggistico per la ormai rara presenza di tali ambienti naturali nel territorio.
La componente floristica dell'area è molto ricca e varia ed è difficile esaurire l’elenco delle specie vegetali presenti; mancano altre specie dell’area umida del vallone sottostante di cui le più rappresentative sono il pioppo, le tamerici, l’olmo.
Nel complesso possiamo dire che la vegetazione presente nell’area archeologica presenta caratteri interessanti in alcune aree e conferisce ad alcuni microambienti un particolare valore paesaggistico e naturalistico, regalando spesso magnifiche immagini con la ricchezza del fogliame e le spettacolari fioriture dei vari miscugli di specie.

Tratto da: Relazione di consulenza agronomica e botanica del Dott. Baldassare Zinnanti (allegato al progetto dell'area archeologica)