IL PAM

 

Più avanti si va con gli studi e più si comprende di quanto sia impossibile restringere il nostro orizzonte scientifico a livello locale. Ormai è opinione diffusa, sia tra gli scienziati che tra la gente, che il Mediterraneo è stato e continua ad essere la sede di un complesso di relazioni storiche, etniche, culturali, politiche e religiose così intense che appare impossibile fare storia di un settore senza valutarne un altro contiguo o lontano. Le tante storie del Mediterraneo diventano spesso una storia e comunque sono legate da rapporti concatenati da condizionamenti vicendevoli.

La lezione del passato è fondamentale anche per la nostra epoca dove, conflitti apparentemente lontani, fanno sentire i loro risvolti negativi su tutta l’area, rendendola instabile e, soprattutto, rallentando quel progresso sociale, civile ed economico che tutti ci auspichiamo possa vedere l’intera famiglia dei paesi rivieraschi del Mediterraneo crescere in pace e serenità.

L’indissolubile legame tra passato e presente ci rafforza nell’idea che rilanciare gli studi di archeologia mediterranea in una prospettiva multi-areale, multi-disciplinare e con una prospettiva antropologica comparativa tra passato e presente, possa non solo aiutare a far avanzare gli studi sulla conoscenza della comune civiltà mediterranea, ma possa anche dare un contributo, seppur minimo e modesto, nel cammino verso un Mediterraneo di pace e cooperazione.

E’ sulla base di questi principi che abbiamo creato il PAM (Prima Archeologia Mediterranea) d’intesa con il comune di Partanna, territorio ricco di antichissime testimonianze di civiltà interrelate con zone lontane del Mediterraneo, con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e l’Università di Cordoba e con le Soprintendenze del Mare e di Trapani. Istituzioni che si sono distinte nell’approfondire i temi della ricerca e divulgazione su antiche e moderne civiltà mediterranee alle quali presto se ne aggiungeranno altre.

Grazie alla disponibilità del Comune di Partanna e alla possibilità di usufruire del prestigioso e versatile ex monastero delle Benedettine, dove la contiguità tra ospitalità e possibilità convegnistiche risulta eccellente, PAM si prefigge di portare avanti ricerche, studi e promuovere incontri scientifici ed eventi con obiettivo l’approfondimento della storia e cultura mediterranea, oltre a ricerche, convegni, scuole estive e campi di lavoro.
La presentazione ufficiale del PAM è avvenuta domenica 16 marzo 2008, presso il Castello Grifeo di Partanna.

Oltre al saluto del sindaco on.le Vincenzino Culicchia, che ha condiviso subito la creazione di questa istituzione, vi sono stati testimoni d’eccellenza per la nascita di questa associazione onlus: Folco Quilici, che ha parlato del Mediterraneo e ha presentato la sua ultima fatica – il libro “I miei mari” edito da Mondatori -,Franco Andaloro, responsabile ICRAM per la Sicilia, che ha dato una visione biostorica del Mediterraneo, il presidente del PAM Sebastiano Tusa, Soprintendente del mare della Regione Sicilia, ed i componenti del comitato tecnico scientifico Rosalia Camerata Scovazzo, presidente del Parco Archeologico Regionale di Agrigento, Nunzio Allegro, professore ordinario di archeologia della Magna Grecia e Sicilia e Rossella Giglio, direttrice del Servizio Beni Archeologici della Soprintendenza BB CC AA di Trapani.

Vito Zarzana (vicepresidente PAM)