Percorso Torrente Binaia


Percorso Torrente Binaia

Durata: 40’
Difficoltà: alta
Visite consentite: solo guidata in gruppi (max 12 persone)

Il percorso Torrente Binaia inizia dal parcheggio sito nell’area dell’ex cava nella zona sud di Stretto. Il sentiero scende nel vallone fino a raggiungere la prima sorgente, visibile in una fenditura della roccia, presso cui si trova una zona di sosta e riposo. Da qui il sentiero prosegue infilandosi nella fitta vegetazione tipica della zona umida e scende ripidamente fino a raggiungere la seconda sorgente con la cascata, il laghetto ed il ruscello. Nella parete rocciosa sovrastante il laghetto è visibile lo sbocco inferiore della galleria rituale, struttura risalente al Neolitico.

Durante il Neolitico il livello dell’acqua si trovava alcuni metri più in alto, tanto da allagare parzialmente l’interno della galleria, che, essendo accessibile anche dall’alto per mezzo della scalinata intagliata nella roccia, era usata come un recipiente da cui gli abitanti di Stretto attingevano l’acqua. Al suo interno si potevano anche effettuare culti lustrali ed abluzioni purificatrici, pratiche comunemente attestate in quel periodo presso i luoghi ricchi di acqua.
Da questo punto il sentiero prosegue in salita fino a raggiungere la tomba del cranio trapanato (T1) e l’ingresso della galleria rituale.

La tomba 1 rappresenta una delle più importanti testimonianze dell’intero complesso funerario, per l’avvenuto ritrovamento, al suo interno, di un ricco corredo vascolare datato all’Antica Età del Bronzo (XXII-XIX sec. a.C.), inquadrabile nella facies culturale del Bicchiere Campaniforme e di Naro-Partanna.

Tra le inumazioni, di estrema importanza è stato il ritrovamento di un cranio con trapanazione cranica praticata in vita, che costituisce un caso di paleo-chirurgia unico per la Sicilia. Al momento della scoperta la tomba, seppure violata, si presentava ancora parzialmente sigillata e buona parte del muro di delimitazione della cella funeraria giaceva ancora in sito. Il repertorio vascolare si compone di bacini su piede, tazze, ciotole, alcuni dei quali dipinti secondo schemi decorativi che ricalcano gli schemi incisi del campionario campaniforme.

Nei pressi sono visibili le porzioni di fossati ritrovati in loco, intagliati nella calcarenite, aventi probabilmente funzione di incanalare l’acqua del ruscello a scopi irrigui. Le porzioni di fossati e canalette conservati, unitamente alla galleria rituale, costituiscono i resti di un complesso sistema idrico realizzato dalla civiltà neolitica di Stretto.

Al termine del percorso è necessario ritornare indietro fino a raggiungere nuovamente l’area di parcheggio.